martedì 6 maggio 2014

L'inizio del diffondersi di una storia divergente


Queste elencate sono frasi di Marco Antonio Sabellico (Vicovaro, 1436 circa – Venezia, 19 aprile 1506) scritte all'interno della sua Historia di Venetia (tradotta in volgare nel 1668 da Giovanni Maria Savioni) che fanno scorgere tra i suoi contemporanei l'inizio della divulgazione di una storia divergente rispetto alle cronache antiche sulla venuta del papa Alessandro III in maniera celata:

  • Questo è l'incipit alla storia sulla venuta di Alessandro III. Il Sabellico tende subito a precisare la presenza di una "congiura" contro la storia antica:

    pg. 93, 3 paragrafo “Al la descittion della quale in vero io sarei stato più dubbioso, vedendo d'alcuni scrittori del nostro secolo tal cosa non esser molto divulgata, se le Historie Venetiane, le quali tutte sono in ciò conformi & ancora le domestiche & forestiere non mi avessero esortato a far.”

  • Qui ci informa del fatto che alcuni storici avrebbero divulgato il fatto che papa Alessandro III sarebbe arrivato a Venezia in forma manifesta e con pompa pontificia, ma questi discorsi oltre che secondo il Sabellico inventati non reggono il confronto con la logica:

    pg. 94, 3° paragrafo: “I scritttori forestietri dicono, che con galee del Re Guglielmo venisse a Venetia, & non fuggendo; ma che nella città libera tornasse in gratia con Federico, perciocchè era ordinato, che amendue si trovassero in questo luogo. Ma se così è, come questi dicono, non intendo, perché fosse bisogno di così grossa armata, la quale non solo havrebbe potuto portare la piccola famiglia, che all'hora haueua il pontefice, ma ancora tutta Roma, la quale a quei tempi era con poca gente. Oltra di questo, perché bisgonava andar per tanto lungo, & pericoloso navigare; più tosto doueua egli ricercar di venire securamente per il ducato di Spoelto & per la Marca. Ma non è dubbio che egli non si sarebbe mosso a scorrer tanti pericoli, se non fusse stato la cagione di schifar maggior danno: onde perché ogni luogo gli era nemico per il comandamento di Federico, con habito non conosciuto, overo con quell'armata, che perioche ancora (gli nostri scrittori questo non si negano) fu bisogno che venisse a Venezia.”

  • Gli innumerevoli doni simbolici dati al doge Sebastiano Ziani da papa Alessandro III (stocco, la rosa, il cero, l'anello, l'ombrello, le otto trombe d'argento e gli otto vessilli) sono contestati dagli storici contemporanei del Sabellico in quanto creduti frutto di un altra genesi:

    pg. 97 “Del dono delle otto trombe d'argento e degli otto vessilli: (Io so certo esser alcuni che stimano che tal cose per un'altra via fosser acquistate, ma le Historie antiche dei venetiani questo contengono, che detto habbiamo.”